24/9/2016 Il secolo dei rifugiati ambientali?

Convegno internazionale organizzato da Barbara Spinelli e dal Gruppo parlamentare della Sinistra Unita Europea (GUE/NGL)
Con il patrocinio e la partecipazione di:
Università degli Studi, Centro europeo d’eccellenza Jean Monnet
Associazione CostituzioneBeniComuni
Associazione Diritti e Frontiere
Associazione Laudato si’
Gruppo consiliare Milano in Comune

Intervento di Basilio Rizzo

I milanesi sanno che noi abbiamo modestamente solo un gruppo consiliare e non un gruppo parlamentare. Abbiamo invece tra gli organizzatori un gruppo parlamentare europeo con una dimensione molto più vasta di quella che noi siamo in grado di rappresentare.
Sono, come spesso mi accade, a ringraziare per l'onore che è stato fatto al nostro gruppo consiliare ma anche alla città di Milano attraverso l'organizzazione di questo convegno perché il valore, la dimensione, l'importanza dei temi e dei relatori fanno sì che questa sia un'iniziativa che arricchisce la nostra città e con la fortuna di avere una città ed un'amministrazione che consente che queste discussioni che avvengano e che contino nel dibattito politico nella città stessa.
Come tutti i convegni, anche questo è un punto d'arrivo di ricerche, di lavori, di approfondimenti e quindi oggi ne ascolteremo i frutti. Ma sono anche un punto di partenza perché noi non vogliamo solo capire, comprendere e studiare ma vogliamo anche agire. E’ un lavoro per cambiare, se mi permettete di dire e come dico sempre, l'ordine delle cose che non troviamo positivo in particolare su questi temi. Quindi credo che lo spirito col quale partecipiamo a questi lavori e quello di sapere che cosa possiamo fare per risolvere i problemi che abbiamo di fronte e non solo quello che possiamo dire.
Da questo punto di vista il titolo che è stato dato, ancorchè con un punto interrogativo, parla del secolo dei rifugiati ambientali; quindi dà un orizzonte molto ampio rispetto alla gravità dei problemi. Queste persone non possono e, almeno sono sicuro per quelli che sono qui, rappresentare un ostacolo, al fatto di dire che bisogna fare qualcosa e che possiamo rassegnarci alla gravità, all'importanza e alla dimensione dei problemi. Occorre fare qualcosa di positivo e di utile perché la responsabilità la sentiamo forte. La prima responsabilità è di fare conoscere questi argomenti che non sono patrimonio di tutti. Noi dobbiamo considerarci quelli che portano queste tematiche agli altri, che portano queste tematiche alla politica, che portano una riflessione più generale e dobbiamo ringraziare tutti quelli che ci danno una mano come gli organi di informazione che seguiranno i lavori del convegno. La comunicazione è lo strumento per trasmettere dei contenuti ma è necessario che veicoli anche l’impegno.
Occorre tenere un rapporto con le istituzioni e dobbiamo tenere presente che le istituzioni possono essere parte, come in questo caso attraverso l'organizzazione dei nostri lavori, ma devono, e non si devono meravigliare, di essere anche controparte perché noi abbiamo bisogno di chiedere che le istituzioni facciano propri gli argomenti e le ragioni che verranno proposte per correggere delle politiche che vengono attuate e che ritengo debbano essere ripensate.
Farò due esempi:
Emilio Molinari ci ricorda che noi dobbiamo chiedere alle istituzioni non solo di fare, per esempio, un qualcosa di valido sul terreno dell'accoglienza, sul piano dei diritti, ma dobbiamo chiedere di operare anche nel piccolo sulle scelte strategiche che la città fa nel senso di quel disegno per evitare che esistano questi rifugiati ambientali, che le tematiche ambientali possono stravolgere il nostro mondo come sta accadendo a tutti i livelli. Anche le scelte dell’amministrazione comunale sull’urbanistica e le scelte sul piano dei trasporti devono essere ispirate al fatto di non incidere e di non appesantire la situazione ambientale.
Don Virginio Colmegna: Milano si è meritata un onore, lo dico con molta consapevolezza, sul piano dell'accoglienza ai rifugiati grazie a Don Virginio. Se noi abbiamo fatto tanto don Virgilio ha fatto tantissimo. Credo che non ci possiamo accontentare e pensare alla nostra buona coscienza col fatto che operiamo sul terreno dell'accoglienza. Anche come amministrazione dobbiamo operare per evitare che questi problemi si diffondano, abbiamo il dovere di domandarci in ogni momento, in ogni atto che facciamo se questi vanno nella soluzione dei problemi, se le risorse che destiniamo sono sufficienti. Altrimenti non faremmo un'opera buona.
Quanto fatto fino ad ora fa onore alla nostra città e ne sono molto orgoglioso. E’ una delle cose delle quali credo che Milano si possa vantare ed è un merito delle istituzioni ma anche dei cittadini milanesi e soprattutto degli operatori sociali su che operano su questo terreno. Dobbiamo d’altra parte anche capire che nel momento in cui facessimo delle scelte politiche sul piano, per esempio, della gestione delle nostre municipalizzate che operano su tutta una serie di terreni che non tengano conto della necessità che ogni piccolo passo deve essere fatto nella direzione giusta, le istituzioni diventeranno nostra controparte.
Ringrazio della presenza che è anch’esso un elemento per dare forza alle cose che facciamo e, ringraziando il gruppo parlamentare per il ruolo che sta svolgendo al riguardo in Europa, credo di poter affermare che Milano si sia meritata di ospitare questo convegno e di permettere ai presenti di poterne godere.

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