9/9/2018 IL BIGLIETTO DI IMPREGILO

La Giunta di centro-sinistra di Milano, quando affronta il rincaro a 2 euro del trasporto pubblico, dovrebbe uscire dal vortice di ipocrisia che la contraddistingue e farsi una salutare e storica autocritica.
Ipocriti perché dovrebbero ammettere onestamente che questi rincari derivano dalle passate scelte di indebitare in modo insostenibile il Comune per far fronte a due metropolitane ( la M5 e la M4 ) molto costose, anche perché realizzate con il meccanismo privatistico avviato dalla Moratti. Il project financing.
Si è fatto un gran parlare in questo mese della corsia d’oro approntata per i Benetton, ma l’equivalente è successo a Milano per Impregilo (M4) e Astaldi (M5).
Per M4 siamo solo all’inizio, ma i due canoni che il Comune dovrà pagare a regime, con la sua partita corrente, alle due società private, arriveranno a 220 milioni all’anno.
Questa giunta lo sa bene, perché nella passata amministrazione la sinistra guidata da Basilio Rizzo aveva pesantemente combattuto contro queste scelte sbagliate.
Non solo la sinistra, anche l’assessore al bilancio Francesca Balzani aveva più che evidenziato che non era il caso di mettere a repentaglio il bilancio del Comune per un’altra metropolitana, da far passare in centro e fermare sui confini della piccola Milano.
Pertanto i Maran e Granelli di turno sapevano benissimo che la copertura del buco di bilancio di Milano sarebbe avvenuta con il rincaro dei biglietti.
Ma appunto gli ipocriti sono abituati a creare false giustificazioni, per nascondere la SCELTA politica del PD di far pagare di nascosto ai cittadini milanesi la scellerata decisone di dare via libera a Impregilo.
Questo aumento è tanto più grave se si pensa che avverrà nel prossimo Gennaio 2019, nel mentre si lancerà la nuova Ztl B, ai confini di Milano. Un’area che gradualmente inizierà a coinvolgere i 240.000 diesel immatricolati in Provincia, per arrivare nel 2028 a coinvolgere 788.000 mezzi privati.
Scelta giusta, se si pensa agli immensi danni per la salute provocati dalle emissioni carboniche incontrollate. Ma una scelta che produce anche entrate per il Comune e che dovrebbe accompagnarsi con la riduzione tendenziale e non con l’aumento del costo del trasporto pubblico per molte categorie.
Il ridicolo diversivo che stanno cercando di creare è quello di non fare l’aumento solo a chi farà un abbonamento annuale. Che è come dire esentiamo solo coloro che sono “finanziariamente avanzati”. Ben sapendo che la maggioranza degli abbonamenti non saranno annuali.
Mentre il Comune ha tutti gli strumenti tecnici per esentare dall’aumento tutti coloro che vogliono usare i mezzi pubblici con un abbonamento, pur non superando un certo reddito. Ci ripensino, perché le elezioni non sono così lontane. Comitato ATM Pubblica #bigliettoa2euro

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