24/9/2018 IL GIORNO PRIMA DEL GOLPE

Oggi a Palazzo Marino si è tenuta un’affollata conferenza stampa promossa dai gruppi consiliari di Milano in Comune e Movimento Cinque Stelle con l’Assemblea di Città Studi ( composta da dipendenti della Statale, studenti, cittadini ).
Il motivo è “l’incredibile” e antidemocratico tentativo dell’ex rettore Gianluca Vago, ora a libro paga per € 80.000 del leghista Fontana ( Presidente della Regione ), di convocare domani illegalmente ( senza aver consegnato alcun documento ) un C.d.A., per far approvare alla cieca il bando chiesto dalla multinazionale Lendlease, per il trasferimento della Statale in Expo.
Come ha rimarcato il Consigliere Basilio Rizzo e poi i senatori e deputati presenti ( Paragone, Laforgia, Pastorino ), “ l’unica figura che ha titolo per affrontare questa fondamentale scelta sul trasferimento è il rettore Elio Franzini, il cui insediamento è previsto tra 6 giorni ”.
Come si sa il rettore Elio Franzini è stato eletto proprio perché molto critico sulle caratteristiche di un trasferimento imposto. Tra l’altro il senatore Paragone del M5S, ora al governo, si è impegnato a far di tutto affinché i 135 milioni previsti dal passato governo per l’investimento, siano trasformati nella loro destinazione vincolata ad Expo.
In questa situazione molto fluida è una “rob de matt” che Vago cerchi di fare un golpe domani, con delle inevitabili ripercussioni legali.
A proposito, proprio ieri a Rob de Matt sulla questione il Sindaco Sala è stato “incalzato” da Sergio, studente di Fisica ed esponente di iLight. E il Sindaco è stato diplomatico dichiarando che: “ Se il nuovo rettore Elio Franzini dice che potete stare tutti là dove state, a Città Studi, non sarò certo io a dire che dovete andare ugualmente nell’ex Area Expo”.
Benissimo. Allora, prendendo in parola il Sindaco di Milano, visto che è Arexpo, controllata dal Comune e dalla Regione, il mandante, l’entità che insiste per far approvare il bando Lendlease, è il caso che dica, oggi, ai suoi funzionari di staccare la spina a Vago e alla sua provocatoria e destabilizzante operazione.
Non solo per sensibilità democratica e istituzionale, ma anche perché pragmaticamente il Comune, nei prossimi anni, dovrà trattare con il nuovo rettore e non con il vecchio.
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