INTERVENTO BASILIO RIZZO CONSIGLIO COMUNALE 11 LUGLIO

CONSIGLIERE RIZZO: Grazie, signor Presidente, signor Sindaco:

ho apprezzato molto che lei, signor Sindaco, abbia iniziato il suo intervento, chiedendo che ci fosse un rapporto serio con il Consiglio, cioè il rispetto nei confronti dei ruoli delle istituzioni e degli eletti dei cittadini. Lo voglio leggere anche in qualche modo come diverso rispetto ad alcune sue dichiarazioni, che sembrano chiedere, per esempio sull’urbanistica, la possibilità di chiedere dei poteri commissariali per poter essere rapidi nelle decisioni.

Credo che noi abbiamo bisogno di rispettare le istituzioni, non di sostituirci ad esse. Quindi, sottolineo, da parte mia, (visto il suo appello al rispetto del Consiglio nei confronti della Giunta e della Giunta nei confronti del Consiglio e del suo compito) che si abbia rispetto nei confronti di questo Consiglio innanzitutto a livello della trasparenza, della comunicazione rapida di tutte le decisioni che vengono assunte. Avere in tempo reale le informazioni, non parlarsi attraverso i comunicati stampa, non vedere le notizie sui giornali prima di poterle avere attraverso le delibere. Mi auguro che questo sia un impegno di tutti e che questo possa aiutarci a lavorare meglio.

Ma voglio leggere in questo suo apprezzamento nei confronti del Consiglio anche il riconoscere una sovranità che è quella dei cittadini e quindi anche la preoccupazione, (che mi pare abbia ripreso anche il consigliere Parisi) che noi non siamo espressione di tutta la città, ma siamo espressione del 60 per cento della città, che il Sindaco è stato eletto con i voti equivalenti al 25 per cento dei cittadini milanesi. Credo che la prima preoccupazione sia quella di parlare alla città nel suo complesso, capirne le ragioni e interrogarsi sul perché molti dei cittadini milanesi non ci considerano come importanti per la loro qualità del vivere, non ci considerano importanti per il loro futuro. Non considerano importante la discussione che facciamo in quest’aula per le loro aspirazioni, i loro sogni, le loro aspettative, i loro bisogni, le loro necessità.

Noi dobbiamo, allora, partire da questo e capire che i problemi fondamentali che questa città ha. Il lavoro innanzitutto, come dice chi è ben più in alto di me, per esempio il Papa. La dignità che dà il lavoro e quindi dare la possibilità a tutti, ai giovani in particolare, di acquisire questa dignità; il problema della casa, il problema del reddito. Ho colto, mi permetta un atto di “superbia”, come un successo che il tema che io ho proposto durante tutta la campagna elettorale, quello della casa e delle periferie, sia indicato come momento centrale. Sentirlo dire da tutti in campagna elettorale mi ha dato una grandissima soddisfazione. E allora, se è questo il problema fondamentale, se è questa “l’ossessione” dobbiamo anche decidere che questa è la priorità.

Lei ha anteposto in qualche modo, il problema di Brexit al tema della casa, che ha messo immediatamente dopo, ma io non credo che lei voglia mettere i due temi in contrasto l’uno con l’altro. Però a proposito di Brexit volevo dire che c’è un’altra cosa che mi ha stupito del suo intervento e di tutta la discussione. Non si è parlato del tema di Expo. Pensi un po’, cinque anni fa parlavamo di Expo e sembrava che avrebbe cambiato il volto della città. Lei che è stato in qualche modo un protagonista e le riconosciamo di essere stato un protagonista anche di successo da un certo punto di vista, non l’ha riproposto.

Si ricorda, durante tutta la campagna di Expo, che cosa modestamente ci siamo permessi di dire noi? Che il futuro del dopo Expo doveva essere quello di chiedere per la nostra città un’agenzia internazionale che rilanciasse il tema del cibo e dell’acqua a livello planetario e che desse a Milano questo ruolo fondamentale come eredità di Expo. Perché ci si deve battere per avere l’agenzia del farmaco e dei medicinali oppure delle istituzioni finanziarie e non ci siamo battuti prima e non ci battiamo oggi per valorizzare il tema di Expo, chiedendo un’agenzia internazionale su queste tematiche, che sia in grado di rilanciare il futuro della città su questo, non sulla contingenza del momento che è Brexit?  In qualche modo sembriamo degli avvoltoi che siccome captiamo che c’è qualcosa, ci buttiamo su quello e non su un tema che per cinque anni è stato il fondamento della guida e dell’azione della nostra amministrazione. Lo ripropongo e, come il consigliere Parisi, dico che questo è un lavoro che va fatto a livello nazionale e Milano deve avere la possibilità di esercitare la sua capacità, dimostrata in occasione di Expo almeno per le cose da fare, su questo tema. L’altro tema di rilancio della nostra città, (e se pensiamo ai prossimi venti anni dobbiamo pensare a questo!) è stato citato in qualche intervento, ma non ha costituito l’elemento centrale, e io lo voglio riproporre come elemento centrale, è quello della cultura, delle università, quello del ruolo fondamentale che deve avere Milano come luogo di attrazione per la scienza, la cultura a tutti i livelli, le università, lo studio. Se non facciamo questo, non possiamo rilanciare la nostra città. È questo che dobbiamo fare, su questo dobbiamo modellare la nostra città. Non sul tentativo di pensare e costruire, (e su questo dissento dalle cose che ha detto il collega Parisi che lo ha sostenuto) il futuro della città sulla capacità di attrarre capitali privati.

Penso che dobbiamo impostare il futuro della città sulla capacità di avere degli investimenti pubblici nella nostra città in grado di creare posti di lavoro, che creino sviluppo e su questo si determini poi l’aggiungersi dei capitali privati, perché non ho mai visto nessun privato che non investa per guadagnare; il privato vuole guadagnare, noi non possiamo pensare di guadagnare per risolvere i problemi della nostra città, che è nel suo 50 per cento e più, in una condizione di difficoltà su temi come il lavoro. Perché guardi signor Sindaco la mia “ossessione” sono le profonde diseguaglianze sociali presenti nella nostra città. Lei dice, e può sembrare di buon senso, che bisogna pensare a sviluppare la crescita dei settori più consolidati e che contemporaneamente non può esistere una città a due velocità; così sembra di assoluto buonsenso, ma quando c’è una tale distanza tra una città che è indietro e una città che va avanti, lo diceva Don Milani, non c’è niente di più ineguale che trattare allo stesso modo due persone che sono distanti. Se oggi il problema della nostra città sono le diseguaglianze sociali, che ci sono, noi dobbiamo decidere che l’ossessione è risolvere queste diseguaglianze sociali a partire da quelli che stanno peggio nella nostra città e impegnare tutte le nostre risorse per risolvere questi problemi, con la convinzione profonda che se risolviamo questi problemi mettiamo in campo delle occasioni economiche anche per chi ci vuole guadagnare.

Non come ha detto il collega Parisi con un ruolo dei privati nel sociale. No, il sociale non è mercato, l’economia privata segue le leggi del mercato. Il sociale, il cercare di risolvere i problemi è un’altra cosa, non può essere assoggettato alle leggi del mercato, deve esserci l’intervento pubblico per dare risposta ai bisogni delle persone che vivono peggio nella nostra città.

L’ossessione del tema “casa” ho provato a manifestarla anche durante la campagna elettorale. Sono d’accordo con lei, quando dice che in due anni noi non dobbiamo più avere alcun alloggio che non sia utilizzato, sono d’accordo. Le posso chiedere umilmente di creare anche un organismo a fianco della Giunta che verifichi passo dopo passo che le cose vengano fatte? Che individui le risorse necessarie, che abbia fiducia che creda e dimostri che investire in questo settore può anche creare occupazione per il mercato privato. E questo deve essere il nostro primo punto di riferimento; e sui servizi sociali, noi dobbiamo mettere a disposizione quanto serve alla nostra macchina comunale dando le risorse che sono necessarie, perché altrimenti questo problema non verrà risolto.

Vado di corsa, perché ho consumato molto del mio tempo. Volevo dire che ci sono dei temi che non ho toccato, perché sono scritti nel documento, e sui quali sono d’accordo.

Semmai direi che il documento “è molto abile” in alcune parti, perché non tocca i problemi delicati. Ha provveduto a farlo il consigliere Morelli, (citando la non disponibilità a vendere quote di partecipate) Non so se parlava al collega Parisi o al Sindaco, perché durante la campagna elettorale è stato il centro-destra che ha parlato della necessità di vendere alcune partecipazioni!  Ma nel documento non viene trattato questo argomento, per cui mi auguro che le risorse vengano cercate diversamente. Ci sono delle questioni di cui non si è parlato e che a me stanno molto a cuore, per esempio, la sanità, di cui ha parlato il collega Corrado. Lei come Sindaco è la prima autorità sulla salute nella nostra città. Le dico che non è tollerabile che ci siano a Milano delle persone che non si curano, perché non hanno i soldi per farlo e perché se hanno bisogno di cure o di esami trovano liste d’attese di cinque o sei mesi; lei eserciti questa funzione, imponga che si rispetti la possibilità per i cittadini di curarsi, di sopravvivere. Per la prima volta nel nostro Paese, lei lo sa perché lo hanno riportato i giornali, si muore prima ed è un’inversione rispetto a quanto accadeva negli anni passati. Noi dobbiamo pretendere questo, dobbiamo occuparci della sanità, non pensando che sia un problema della Regione, perché da questo punto di vista è il nostro problema; e poi dobbiamo occuparci dell’ambiente, dobbiamo essere capaci di intervenire quando c’è l’inquinamento.

C’è un altro problema, sul quale lei non mi pare che abbia detto delle parole, ed è a mio avviso importante. E’ un tema su cui vorrei puntare l’attenzione: quello della gestione dell’acqua.

Vorrei che la nostra città fosse un esempio a livello nazionale; lo hanno fatto in una città che ha meno risorse, come Napoli. Darei un messaggio chiaro e netto che l’acqua pubblica la tuteliamo fino in fondo. A partire dalla città metropolitana; diamo questo segnale. Rispettosi dell’esito del referendum del 2011 e rispettosi del fatto che si tratta di un bene primario, che non può essere sottoposto alle leggi del mercato.

Se il controllo lo si lascia in MM troviamo le forme per garantire legalmente che non si possa mai venir meno del controllo pubblico altrimenti possiamo ritornare anche a una struttura diversa.

L’ultimo tema che volevo toccare è quello del personale sul quale lei ha proposto rispetto profondo che io condivido. Alle parole devono seguire i fatti e c’è il problema della sobrietà.

C’è una cosa che devo dire, so che probabilmente apparirò spiacevole, ma la devo dire: se il primo atto di quest’amministrazione è quello di preoccuparsi delle assunzioni che seguono l’articolo 90, se aumentano rispetto al passato, dov’è la sobrietà?

Se accade che una persona, che mi dicono essere bravissima e che io intendo rispettare e con la quale intendo collaborare, ovvero il suo capo di gabinetto, nel passare dal lavoro quasi pubblico di un’Autority al Comune, in qualche modo raddoppia il suo stipendio, c’è qualcosa che non funziona. Perché pensavo che gli incarichi pubblici dovessero essere in qualche modo un servizio, non per andare indietro, perché sono per mantenere lo stipendio precedente; ma se prima guadagnava cinquanta e per venire a fare il capo di gabinetto si guadagna cento, non credo che sia un bel passaggio e non credo soprattutto che non avendo i titoli per poter fare il capo di gabinetto, come era prima, si debba istituire un “dirigente del gabinetto del Sindaco” che abbia il potere di firma che il capo di gabinetto non può avere. Spero di essermi spiegato. È una prima cosa che non può andare in quel modo. Perché cosa diciamo ai precari del nostro Comune? Perché poi le risorse sono sempre quelle. La legge dice che non bisogna aumentare le spese complessive, ma se una parte delle spese le utilizzo su questo versante, poi finisco per non riuscire a dare risposte ai lavoratori e i lavoratori hanno bisogno di essere rispettati nei loro ruoli, nelle loro caratteristiche, nel loro affetto e amore nei confronti di questa città.

Quindi, le chiederei di prestare la massima attenzione su queste questioni e anche sugli altri temi. Così potremo lavorare bene per quanto riguarda il futuro.

Grazie.