Milano in comune - Sinistra e costituzione

ACCESSO ALLE INFORMAZIONI

Estratto dalla bozza del verbale della seduta del Consiglio Comunale del 17/2/2020 [Informativa antimafia, Stadio di San Siro, Museo della Resistenza, Piazza Baiamonti, San Fedele]

[…] CONSIGLIERE GENTILI [Milano Progressista]: Grazie. Volevo informare il Consiglio che in questi ultimi giorni ho mandato due e-mail all’amministratore delegato di Sistemi Urbani, ingegner Lebruto. La prima per ringraziarlo perché ha inserito nel bando di vendita delle aree dello scalo Romana anche un modello antiriciclaggio, quindi ha chiesto a chi parteciperà all’acquisto di quell’area di dichiarare il proprio titolare effettivo. Purtroppo però il modulo è sbagliato, perché fa riferimento a un articolo della 231/2007 sbagliato e, interpretando la norma, solamente a chi possiede in maniera diretta e indiretta la società, ma non chi la controlla.
Ho suggerito a lui di modificare il modulo, fatto sta che questa decisione di Sistemi Urbani è una decisione importante perché chi non compilerà quel modulo verrà escluso dalla gara. Il modulo ha delle inesattezze, secondo me può essere anche impugnato e compilato male, però rappresenta sicuramente un passaggio importante, innovativo e rivoluzionario.
La seconda mail che ho inviato, l’ho inviata stamattina perché Sistemi Urbani fa parte di Ferrovie dello Stato come un’impresa pubblica. Non è pubblica amministrazione, è un organismo di diritto pubblico, quindi fa le gare pubbliche. Gli ho chiesto se ha a disposizione un piano anticorruzione o comunque un modello operativo 231/2001 e un codice etico dei propri dipendenti.
Questo perché da qualche mese il direttore Aler Lombardia, chi ha gestito tutto il tema dell’accordo di programma sugli scali ferroviari, ora è diventato senior advisor di COIMA. Ho chiesto all’ingegner Lebruto se questo potrebbe essere un caso di pantouflage – ne abbiamo discusso in Commissione – o comunque se c’è una norma all’interno del codice etico o del modello operativo che regola questa situazione, cioè un direttore d’area, un dirigente importante, che redige un accordo importante, che poi va a lavorare anche come consulente con un fondo che probabilmente parteciperà al bando più importante o ai due bandi più importanti che Sistemi Urbani ha pubblicato.
Vi racconterò eventualmente le risposte dell’ingegner Lebruto, soprattutto su questa seconda vicenda.
La seconda questione che volevo toccare è in merito all’informativa antimafia applicata all’Antica Pizzeria da Michele, di proprietà della Fornace Milano Srl, di Piazza della Repubblica, 27. È un evento importantissimo, la quindicesima informativa antimafia applicata dalla Prefettura di Milano dal 2018 in poi. Se ne sentiva la mancanza perché è un anno che informative antimafia non venivano fatte.
Questa informativa antimafia ha degli aspetti peculiari. La prima cosa che bisogna dire è che non è un sequestro, quindi non è una misura di prevenzione, ma comunque l’attività commerciale viene interrotta. L’informativa antimafia ha un’efficacia importante per tutelare la sana e libera concorrenza di mercato e va a intercettare situazioni di tentativo di infiltrazione mafiosa. La cosa importante che tengo a sottolineare è che, nonostante sia stata la Questura a suggerire alla Prefettura la misura, il tutto parte da una segnalazione che è stata tradotta in un’indagine vera e propria dalla Polizia Locale e dal Nucleo Analisi Investigative. È il Comune di Milano che, attraverso questo nucleo, redige l’informativa che poi viene passata alla Questura e che questa utilizza per chiedere alla Prefettura l’informativa antimafia.
Questo è un dato importantissimo che ci porta a dire che la Polizia Locale, in particolare questo nucleo, che ringrazio, ha delle potenzialità enormi, secondo me ancora inespresse, rispetto al tema sia dell’informativa antimafia sia delle misure di prevenzione.
Vale la pena che si attui quell’ordine del giorno che è stato votato in Consiglio comunale, che prevedeva che questo nucleo venisse valorizzato e lavorasse con l’ufficio di lotta al riciclaggio per inviare segnalazioni a Questura e Prefettura oppure all’unità di informazione finanziaria, perché le competenze sono veramente eccezionali.
Ultima questione è che questa informativa antimafia nasce da una SCIA del 2015, l’indagine della Polizia Locale del 2018, comunque piuttosto datata, e ci dice che le informative antimafia possono essere anche fatte con SCIA precedenti al patto che abbiamo siglato con la Prefettura, e questo è un dato di fatto di cui dobbiamo tenere conto.
[…]
CONSIGLIERE RIZZO: Grazie. Parlerò di due questioni squisitamente amministrative, e se ho tempo dirò altre cose alla fine. La prima è che ho letto con attenzione un articolo secondo il quale sono stati affidati con trattativa privata i negozi ex Stefanel alla società che commercializza i Rolex. In questa Amministrazione ho apprezzato molto la scelta di mettere a reddito tramite gara tutti gli spazi che ci sono in Galleria, quindi l’idea di una trattativa privata, perché l’asta era andata deserta, mi ha colpito molto.
Ho letto una serie di documenti e vorrei capire chi ha preso questa decisione. Il documento che ho io a disposizione dice che il direttore, siccome la prima gara è andata deserta, richiede di poter prevedere una trattativa privata con un’altra società che ha fatto una sua dichiarazione di interessi.
La Galleria negli ultimi tempi è stata una sorta di gallina dalle uova d’oro; credo che lo dobbiamo molto all’Assessore Tasca e se fossi più modesto di quello che sono dovrei dire anche a una battaglia che io ho fatto negli anni passati, perché non si rinnovassero i contratti e si facessero delle gare. La notizia che di fronte al fatto che un’asta è andata deserta, mentre ogni giorno sappiamo che si fanno i rilanci per poter entrare in Galleria, mi ha incuriosito.
Com’è possibile che una società che non partecipa alla gara, decide di non partecipare al bando, e undici giorni dichiarata deserta fa un’offerta per una cifra significativa? Come mai si può decidere senza che la politica intervenga su questo? Perché non si è rifatta una gara? Perché, se si decide di andare a trattativa privata, non sono stati invitati tutti quelli che hanno fatto una proposta per il negozio attiguo, che era stato diviso in due lotti? Un lotto è stato assegnato e invece quest’altro no.
La cosa importante è la cifra. Si tratta di 875 mila euro all’anno. Mi consento di aprire e chiudere una parentesi. È stato ceduto il diritto della Piazza San Fedele a 1 milione 087 mila euro in perpetuo, mentre questi 473 metri quadri sono stati valutati 875 mila euro. In due anni si raggiunge la cifra per la quale noi cediamo in perpetuo il diritto di questo spazio. Capite che c’è qualcosa che non funziona. Chiudo la parentesi su Piazza San Fedele e ritorno su quello.
Chi ha dato l’autorizzazione? O è solo il dirigente che si è preso tutta la responsabilità? Siccome il contratto è di diciotto mesi, si tratta di un valore molto sostanzioso. C’è una delibera di Giunta che dice che va bene fare questa cosa oppure no?
La gara è andata deserta e questa società in privato ha offerto la base d’asta più un euro, anche se i rilanci erano previsti di 50 mila euro. A trattativa privata entrerà in quello spazio. Volevo capire come possiamo intervenire.
Passo alla seconda questione. Si tratta sempre di una questione amministrativa. Sono andati deserti dei bandi che riguardano gli interventi di manutenzione ordinaria delle carreggiate stradali. Uno è stato aggiudicato e due no. La cosa sorprendente – lo dico anche a chi si occupa di antimafia – è che sono tutte le stesse società che si presentano per i diversi bandi. In una sola non si presenta nessuno, quasi che si debba decidere. Gli accordi non vengono fatti tramite gara, ma fuori. Vi ricordate la mensa dei poveri?
Pongo il problema di questi tre bandi perché la manutenzione ordinaria non si fa, perché non sono stati aggiudicati, e la cosa curiosa è che le aziende sono sempre quelle, partecipano tutti, ora vince uno e ora vince l’altro. Grazie.
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CONSIGLIERA BEDORI [M5S]: Qui si parla di San Siro, di quella grande area che sulla quale anche lì volete andare in deroga al Piano del governo del territorio. Vedremo che cosa vi porta questo accordo con le società calcistiche interessate a questo grande progetto. Anche lì ci sono dei progetti di riqualificazione dello stadio San Siro che io ho avuto la possibilità di vedere. Li avete visti anche voi perché li avete invitati in Commissione. C’è il recupero totale dello stadio di San Siro senza consumare il suolo, anzi, facendo un parco tutto in torno e restituendo alla città una bellissima area verde. Evidentemente la volontà di quest’Amministrazione non è questa, quindi io chiedo che nel Documento unico di programmazione sia inserito che il progetto dovrà tenere conto delle indicazioni sulla tutela del suolo e del patrimonio ambientale.
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ASSESSORE TASCA: Parere non favorevole.
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CONSIGLIERA BEDORI [M5S]: Non commento neanche! Sono veramente allibita dalle vostre risposte! Voi uscite di qua e predicate i 3 milioni di alberi, il non consumo di suolo, l’attenzione per i cittadini e poi, quando si tratta di votare degli emendamenti in cui si dice di non consumare il suolo, di andare avanti […]. Dov’è il Sindaco Sala, visto che ha le deleghe sull’ambiente e proprio sull’urbanistica si stanno perpetuando degli scempi?
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CONSIGLIERE RIZZO: Non so perché quest’Amministrazione si vuole fare del male. È una frase innocua perché sottolinea un aspetto che penso condividiamo tutti. Si dice “Siamo favorevoli” ed è risolto il problema. Se, invece, si usa la iattanza, guai ai vinti, e così via, non penso che si aiuti a fare un buon dibattito anche per il bilancio. Mi sembra che più semplice di così, qualcuno che pensa di intervenire sullo stadio di San Siro senza dire che il progetto dovrà tenere conto delle indicazioni sulla tutela del suolo e del patrimonio ambientale, quale cambiamento radicale avrebbe nei confronti del DUP [Documento Unico di Programmazione] dire che il parere è favorevole su questo? Dire no ostentatamente vuol dire che si vuole uno scontro, è inevitabile che sia così! Io non penso che aiuti il dibattito. Voglio sentire, alla coscienza di ognuno che deve schiacciare il tasto, che non va bene che il progetto su San Siro (qualunque sia l’idea che si voglia) non debba tenere conto delle indicazioni sulla tutela del suolo e del patrimonio ambientale.
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CONSIGLIERA BEDORI [M5S]: Qui arriviamo al tanto contestato dai cittadini Museo nazionale della resistenza, laddove l’avete pensato, quindi chiedo di sopprimere “E sarà oggetto di un progetto di riqualificazione con un progetto coordinato con il Ministero dei beni culturali per la realizzazione del museo nazionale della resistenza”.
Il discorso è sempre quello, voi accettate i consigli dei cittadini quando siete allineati. L’ANPI e i cittadini della zona hanno chiesto che il Museo della Resistenza non sia fatto in Piazza Bagliamonti, ma realizzato nel Museo del Risorgimento. Voi, però, siete sordi e, probabilmente, vi muovete solo quando arriva la magistratura. […] Evidentemente è un piano integrato, quindi voi voterete sicuramente contro. Ci piaceva sottolineare come quest’Amministrazione sia sorta rispetto ai vostri lettori perché i comitati non sono elettori del Movimento 5 Stelle, sono i vostri elettori che vi stanno dicendo delle cose sulla città e voi non state ascoltando.
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ASSESSORE TASCA: Il parere non è favorevole, nel senso che la realizzazione del Museo internazionale della Resistenza risulta essere un obiettivo prioritario, strategico e di altissima valenza storico culturale per quest’Amministrazione. Si ricorda che lo stesso sarà finanziato dai fondi ministeriali. La prego di omettere ogni altro riferimento al fatto che ci muoviamo con la magistratura, almeno per quanto mi riguarda.
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CONSIGLIERE RIZZO: Io non voterò a favore di questo emendamento perché sono favorevole a che si faccia questo intervento. Adesso abbiamo imparato che c’era l’urbanistica contrattata, l’urbanistica tattica. Questa è l’urbanistica furba perché si pone un problema sul quale chi non è favorevole, ma per volere un’altra cosa, ovvero non dare soddisfazione ai cittadini che chiedevano che su quell’area venisse tenuto il verde. Di spazio per il Museo nazionale della resistenza a Milano ce n’è tanto, si sarebbe potuto trovare da qualsiasi altra parte. In questo caso, però, alla riflessione sull’urbanistica furba faccio prevalere il fatto che il Museo nazionale della resistenza vada fatto. Non voterò a favore, non parteciperò a questo voto perché non voglio far parte dei furbi.
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CONSIGLIERA BEDORI [M5S]: Una specifica perché non vorrei mai essere fraintesa. Il Museo della Resistenza a Milano, maglia d’oro, ci deve essere e deve essere fatto in spazi adeguati. Qui è inserito in Piazzale Bagliamonti. Noi non possiamo appoggiare la cosa perché siamo dalla parte dei cittadini, quindi ognuno voterà secondo coscienza.
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CONSIGLIERA BEDORI [M5S]: Non so se il consigliere Basilio Rizzo ha fatto un emendamento su questo tema perché è stato lui a sollevarlo. Se ha fatto un emendamento su Piazza San Fedele, io lascerei la parola a lui, ma non lo so. Vado a illustrarlo, in modo tale che il consigliere Rizzo capisce se è intervenuto su questo punto.
Permessi di costruire convenzionati. Dopo Piazza San Fedele sopprimere “La predetta istanza contempla la proposta di due servitù esistenti e il contestuale inserimento di SLP in tali spazi”, quindi si costruisce. Proposta in fase di valutazione e approvazione presso gli organi di governo preposti.
Io eliminerei dal DUP un pezzo della città che va in mano, se non sbaglio, alla Coima. Ormai sono due o tre operatori che lavorano in città, forse anche perché abbiamo il costo degli oneri di urbanizzazione tra i più bassi d’Europa, quindi è chiaro che vengono a fare business qui, visto che ci danno due cioccolatini e noi siamo felici.
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CONSIGLIERE RIZZO: Io dispero del fatto che ci sia un ripensamento su questa perché a Milano ci sono i poteri forti e quest’Amministrazione è molto legata a questi. È evidente che la cosa di San Fedele si farà, ma spero in un modo più elegante di quello con cui è stata fatta. Io mi auguro che ci si possa affermare.
L’ha detto la consigliera Bedori e l’ho detto in un mio intervento, ho fatto richiesta al Comitato per la legalità del nostro Comune di verificare tutti gli atti che sono stati compiuti riguardo questa situazione. Dopo di che, il fatto di votare su questo emendamento non ha alcun senso perché le cose sono già state decise, ma in un modo sbagliato. Io spero che ci sia tempo per correggere questo modo sbagliato. Ripeto, noi concediamo la possibilità di fare delle operazioni commerciali in quello spazio: “553 metri quadri sono valutati (l’estinzione del diritto di servitù) un milione 870 mila euro”. Per un anno solo l’affidamento in concessione, non per la perdita definitiva del diritto di superficie, penso che siano previsti 5 milioni di euro. Ditemi voi se la scelta che si sta facendo su San Fedele è coerente con l’interesse pubblico. Io spero sempre che succeda che si cambi idea o che qualcuno intervenga per far cambiare idea.

Le videoregistrazioni integrali delle sedute del Consiglio Comunale sono disponibili dal 4/9/2014 sulla pagina Video Assemblea del sito del Comune di Milano.