Milano in comune - Sinistra e costituzione

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Estratto dalla bozza di intervento del Consigliere Basilio Rizzo (Piano Quartieri)

Estratto dalla bozza di intervento ai sensi dell’art. 21 del Consigliere Comunale Basilio Rizzo
Volevo partire […] dal senso di amarezza che deriva dall’approfondire una serie di questioni.
La prima era quella del Piano Quartieri. […] abbiamo speso oltre 240mila euro per fare il tutto (gli eventi di incontro con la cittadinanza nei Municipi e il loro reportage mediatico ndr) a cui hanno partecipato 3mila persone. Questo significa che ogni contatto durante quella giornata del Piano Quartieri è costato alla collettività 80 euro per ogni persona che si è fisicamente recata all’evento. […] una gran parte di queste risorse è stata spesa tramite la Metropolitana milanese. Io voglio bene alla nostra Metropolitana milanese, ma che cosa c’entri con l’organizzazione degli eventi è discutibile: per fare un reportage fotografico, coordinamento logistico, trasporto, rimessaggio e montaggio delle nuove location individuate, riprese video, montaggio e post produzione, penso che forse nel nostro Ufficio comunicazione ci siano una serie di persone che potevano tranquillamente svolgere questo lavoro.
La cosa che più mi ha incuriosito e, lo ripeto, amareggiato, è che Metropolitana milanese, a sua volta, ha dato un incarico a una persona: (io pensavo che fosse un caso di omonimia), si chiama Pillon ed è la stessa persona che ha coordinato da arbitro l’iniziativa sui Navigli. Capite che questa cosa è curiosa? Noi l’abbiamo pagato per fare l’iniziativa sui Navigli da arbitro, da rappresentante di tutti, ed è poi stato incaricato da una società del Comune (per una cifra non da poco) per presiedere l’incarico professionale per coordinatori e presentatori dell’iniziativa del Piano quartieri.
[…] Non sarà un reato o un imbroglio, però capite che mette in discussione la credibilità della persona stessa.
Passo alla seconda questione di amarezza. Oggi leggo che il Gup ha deciso il rinvio a giudizio di alcuni ex dipendenti del Comune. La notizia è la seguente: “Tangenti, a processo tre ex dipendenti del Comune di Milano”. Sono quelli per i quali io ho fastidiosamente chiesto in Consiglio di avere la certezza che noi saremmo andati fino in fondo per fare le nostre argomentazioni, quei famosi audit di cui non abbiamo ancora saputo nulla. Il risultato è che noi adesso vediamo che ci sono dei rinvii a giudizio: ci sono stati dei patteggiamenti, quindi c’è stato un riconoscimento della responsabilità. Leggo (e la cosa mi ha fatto davvero male) che il giudice ha mandato al processo anche l’imprenditore (c’è il nome, ma non lo leggo) e la società di cui era Direttore generale. L’imputato e la società hanno risarcito il Comune di Milano con 230 mila euro e Palazzo Marino ha ritirato la costituzione di parte civile nei loro confronti.
Questo vuol dire che noi ci siamo accontentati di recuperare qualche soldo dal patteggiamento e non diciamo niente su quello che è successo: ci siamo ritirati dalla costituzione di parte civile! Può darsi che tecnicamente non si potesse fare altrimenti per avere questi denari, ma capite l’amarezza? Noi non abbiamo fatto pulizia al nostro interno, non abbiamo concluso nulla! […]
Le ho indicato due motivi di amarezza perché volevo che il nostro Comune fosse davvero al di sopra di ogni dubbio sulla correttezza del proprio lavoro.
Le comunico il mio pensiero sul fatto che forse deciderò di non partecipare più alla nostra Commissione Anticorruzione e Antimafia: perché se la magistratura agisce e noi ci ritiriamo dalla costituzione di parte civile, mi sembra quasi un atto dovuto. Grazie.

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