Milano in comune - Sinistra e costituzione

ARTICOLI 2019/1-3

Estratto dalla bozza di intervento del Consigliere comunale Basilio Rizzo (San Siro, Olimpiadi, lotta al terrorismo)

[…] Io parto dal quartiere di San Siro in due accezioni, il quartiere e lo stadio. Sul quartiere esprimo (lo portiamo in sede istituzionale) apprezzamento per la proposta del sindaco di trovare un tavolo di discussione che affronti la situazione del quartiere insieme alla Regione. In qualche modo (non mi prendo un merito, ma lo voglio condividere con altri) noi da tempo diciamo che il quartiere San Siro è stato trascurato nell’attenzione che la città ha portato nei confronti di altri quartieri periferici, facendo fatica a capire le ragioni per le quali questo si determinava. Se adesso c’è l’attenzione del Sindaco ad affrontare questi problemi nello spirito giusto – al di là che le case siano di ALER, i problemi sono dei cittadini milanesi – la trovo una scelta particolarmente positiva, potremmo partire per prepararci a questo almeno da una riunione specifica della nostra Commissione sul quartiere San Siro e sulla problematiche. […]
Il Sindaco ha preso un impegno con i cittadini, è stata una bella iniziativa di cui do atto all’Amministrazione e agli Assessori che erano presenti.
San Siro versione stadio. Io, come sapete, sono sempre portato a insistere sul fatto che il Consiglio debba discutere delle questioni che riguardano la città e non leggerle sui giornali. […] Sono qui a richiedere quella discussione sullo stadio.
Aggiungo altre due questioni. Anche sulle Olimpiadi ogni giorno ci sono dichiarazioni sui giornali in merito ai soldi che arriverebbero o non arrivano, impegni dell’Amministrazione, dello Stato e così via, ma noi di questo non abbiamo mai discusso.
In modo altalenante è particolarmente di moda, ci impegniamo tutti a fare queste discussioni nelle nostre Commissioni e poi non le facciamo. Analogamente su La Scala. […]
L’ultima cosa che voglio dire è la seguente: so che non rientra nei nostri canoni tradizionali, ma io la sento anche dal punto di vista sentimentale nei confronti del padre di questo ragazzo. Ricordo che negli anni passati qui abbiamo ricevuto una delegazione di Kobane e abbiamo salutato il ruolo dei Curdi nella guerra contro l’ISIS e il terrorismo che c’era in Siria e altre aree del mondo. Sembrerebbe che la cosa si sia conclusa con una dichiarazione formale che l’ISIS non ha più uno Stato di riferimento. Tutti l’hanno celebrata. Io, sommessamente e nel rispetto delle nostre regole, vorrei anche ricordare un giovane italiano (noi abbiamo la fortuna di poter portare le nostre battaglie sul terreno della non violenza, della discussione pacifica, del confronto pacifico e non violento, ma purtroppo in quei luoghi questa cosa non è possibile) che è morto per una giusta causa. Penso che sia giusto ricordarlo, non era milanese, ma, poiché riceviamo le delegazioni di altre città e altri paesi, volevo ricordare Lorenzo Orsetti e il suo sacrificio che ha contributo in parte, come tanti altri, alla vittoria contro il terrorismo internazionale.